Chi guida ogni giorno tra Salerno, Napoli e il Vallo di Diano lo sa bene: le regole cambiano in fretta, e restare aggiornati su ZTL e blocchi del traffico non è più un optional. Il 2026 porta con sé nuove restrizioni, ampliamenti delle aree a traffico limitato e scadenze che rischiano di lasciare a piedi migliaia di automobilisti. Questa guida fa chiarezza su tutto quello che c’è da sapere per circolare senza sorprese.
Che cos’è una ZTL e perché nel 2026 cambia tutto
La Zona a Traffico Limitato è un’area urbana dove l’accesso ai veicoli è consentito solo in determinati orari o a specifiche categorie. Le ZTL esistono in Italia dagli anni Ottanta, ma fino a pochi anni fa interessavano soprattutto i centri storici delle grandi città. Oggi la situazione è radicalmente diversa: le amministrazioni comunali stanno allargando i perimetri, introducendo varchi elettronici e collegando le restrizioni alle classi emissive dei veicoli.
Il motore di questa trasformazione è duplice. Da un lato, le direttive europee sulla qualità dell’aria impongono limiti sempre più stringenti alle concentrazioni di PM10, PM2.5 e biossido di azoto. Dall’altro, i piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS) spingono le città a ridurre il traffico privato a favore di trasporto pubblico, ciclabilità e veicoli a basse emissioni. Il risultato? Un mosaico di regole che varia da città a città, con calendari di restrizioni che si aggiornano ogni anno.
In Italia esistono oggi oltre 200 ZTL attive, distribuite in modo disomogeneo sul territorio. Ogni Comune stabilisce autonomamente orari, categorie di veicoli ammessi, deroghe per residenti e modalità di richiesta dei permessi. Le regole valide a Firenze non hanno nulla a che vedere con quelle di Napoli, e un permesso ottenuto a Torino non serve a nulla a Roma. Per chi viaggia spesso tra diverse città — come molti clienti di Auto Yachting Mango che si spostano tra la Campania e il resto d’Italia — la situazione richiede un aggiornamento costante.
Low Emission Zone: le aree a basse emissioni che ridisegnano la mobilità urbana
Le LEZ (Low Emission Zones) rappresentano l’evoluzione moderna delle ZTL classiche. Mentre la ZTL tradizionale regola l’accesso in base a orari e permessi, la LEZ si basa esclusivamente sulla classe emissiva del veicolo. Se la tua auto non rispetta lo standard minimo richiesto, non entri — punto. Non conta se sei residente, se hai un permesso speciale o se stai solo attraversando la zona.
In Italia, le LEZ più estese si trovano nella Pianura Padana, dove il bacino geografico chiuso favorisce il ristagno degli inquinanti. Ma anche al Sud la situazione si sta evolvendo: Napoli ha introdotto restrizioni crescenti nella sua ZTL centrale, e diverse città campane stanno valutando misure analoghe. Per chi vive a Padula o nel Vallo di Diano e si sposta regolarmente verso Salerno o Napoli, conoscere queste regole è fondamentale per evitare multe salate — parliamo di sanzioni che partono da 83 euro e possono superare i 330 euro in caso di recidiva.
Calendario restrizioni 2026: Milano, Roma, Napoli, Torino e Firenze
Ogni grande città italiana ha il proprio calendario di blocchi, con scadenze e modalità differenti. Ecco la mappa aggiornata delle principali restrizioni in vigore o previste per il 2026.
Milano: Area B e Area C sempre più selettive
Milano è la città italiana con le restrizioni più articolate. L’Area C copre la Cerchia dei Bastioni (centro storico) ed è attiva dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, con un ticket di ingresso di 7,50 euro per i veicoli ammessi. L’Area B, molto più estesa, abbraccia quasi tutto il territorio comunale ed è attiva negli stessi orari. Dal 1° ottobre 2025, l’Area B vieta l’ingresso ai diesel Euro 5 senza filtro antiparticolato. Nel corso del 2026 si prevede l’estensione del divieto a tutti i diesel Euro 5. Per chi arriva dal Sud in auto per lavoro o affari, è essenziale verificare la classe emissiva del proprio veicolo prima di mettersi in viaggio.
Roma: la Fascia Verde si allarga ancora
Roma distingue tra ZTL centro storico (attiva con varchi elettronici e permessi) e Fascia Verde, un’area che copre circa il 22% del territorio comunale e include quartieri densamente abitati ben oltre il centro. Nella Fascia Verde, i blocchi sono legati alle emergenze smog e alle ordinanze stagionali. Per il 2026, il Campidoglio ha confermato il divieto permanente per i diesel fino a Euro 3 e i benzina fino a Euro 2. I diesel Euro 4 sono banditi permanentemente dalla Fascia Verde, mentre i diesel Euro 5 subiscono limitazioni orarie durante il periodo invernale. Per informazioni aggiornate, il portale Muoversi a Roma è il riferimento ufficiale.
Napoli: restrizioni crescenti nella ZTL centrale
Napoli ha una ZTL storica che copre diverse aree del centro, con varchi attivi in fasce orarie variabili. La novità più rilevante per il 2026 riguarda l’ampliamento della ZTL e l’introduzione di criteri emissivi per l’accesso. I diesel Euro 3 e inferiori sono già esclusi dalla ZTL nei giorni feriali. Si parla di estendere il divieto ai diesel Euro 4 entro la fine dell’anno, anche se i tempi dipenderanno dalle ordinanze comunali. Per chi si muove tra Padula, Salerno e Napoli lungo l’A2, queste restrizioni incidono direttamente sulla scelta dell’auto da utilizzare per gli spostamenti urbani.
Torino e Firenze: divieti progressivi e deroghe limitate
Torino applica restrizioni tra le più severe d’Italia tramite l’accordo del Bacino Padano. I diesel Euro 5 sono già soggetti a limitazioni stagionali (ottobre-marzo), e per il 2026 si attende l’estensione a tutto l’anno. Firenze mantiene la sua ZTL storica con accesso a pagamento tramite il sistema di permessi comunali, aggiungendo progressivamente criteri emissivi più restrittivi. In entrambe le città, le deroghe per residenti e attività commerciali si stanno assottigliando anno dopo anno.
Classi Euro a confronto: la tabella che ogni automobilista deve conoscere
Capire a quale classe Euro appartiene la propria auto è il primo passo per sapere dove si può circolare. La classe emissiva è indicata nel libretto di circolazione (carta di circolazione, nel riquadro V.9) e corrisponde alla normativa antinquinamento rispettata dal veicolo al momento dell’omologazione. Ecco il quadro completo.
| Classe Euro | Anni Produzione | Bollino | Accesso ZTL | Blocchi Traffico | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Euro 1 | 1993–1996 | Rosso | Vietato ovunque | Bloccata sempre | Fuori produzione da 30 anni, circolazione residuale solo come veicolo storico |
| Euro 2 | 1997–2000 | Rosso | Vietato nella maggior parte delle città | Bloccata in quasi tutti i blocchi | Benzina Euro 2 escluse da Fascia Verde Roma e da Area B Milano |
| Euro 3 | 2001–2005 | Arancione | Vietato nelle principali ZTL (diesel); limitato (benzina) | Diesel bloccati tutto l’anno; benzina bloccati nei periodi invernali | Diesel Euro 3 già esclusi a Napoli, Roma, Milano e Torino |
| Euro 4 | 2006–2010 | Giallo | Diesel vietato in molte città; benzina generalmente ammesso | Diesel bloccati permanentemente al Nord e durante emergenze smog | Categoria più a rischio nel 2026: diesel Euro 4 vicini al divieto totale |
| Euro 5 | 2011–2015 | Giallo-verde | Diesel limitati a Milano e Torino; benzina ammessi ovunque | Diesel soggetti a blocchi stagionali al Nord | Ancora liberi al Sud, ma divieti in arrivo entro il 2028 |
| Euro 6b/c | 2015–2019 | Verde | Accesso consentito ovunque | Nessun blocco previsto | Standard attuale minimo per circolare senza limiti |
| Euro 6d / 6d-TEMP | 2019–2024 | Verde | Accesso libero | Nessun blocco | Emissioni reali testate su strada (RDE), massima tranquillità |
| Euro 6e / Euro 7 | Dal 2025 | Verde | Accesso libero | Nessun blocco | Nuova normativa UE, include limiti su emissioni freni e pneumatici |
Nota: la tabella riporta le restrizioni permanenti principali. Durante le allerte smog (livello 1 e 2) le limitazioni si estendono a classi Euro superiori. Verificare sempre le ordinanze comunali prima di mettersi in viaggio.
Diesel Euro 4 e Euro 5: le auto più colpite dai blocchi 2026
Se possiedi un diesel Euro 4 o Euro 5, il 2026 è l’anno in cui devi prendere una decisione. I diesel Euro 4, prodotti indicativamente tra il 2006 e il 2010, sono già esclusi dalle ZTL e dalle LEZ di Milano, Torino e Roma durante tutto l’anno. Nel 2026 anche Firenze ha esteso i divieti, e Napoli si muove nella stessa direzione con blocchi stagionali che diventeranno probabilmente permanenti.
I diesel Euro 5 (2011–2015) godono ancora di una relativa libertà al Centro-Sud, ma al Nord la morsa si stringe. Milano ha iniziato a limitarli nell’Area B, e Torino segue a ruota con il piano regionale del Piemonte. La tendenza è chiara: entro il 2028-2030, anche i diesel Euro 5 saranno gradualmente esclusi dalla circolazione urbana nelle principali città italiane.
Per i benzina, la situazione è meno critica ma non priva di rischi. I benzina Euro 2 e Euro 3 sono già soggetti a restrizioni in molte città. I benzina Euro 4 e superiori, invece, possono circolare senza problemi nella quasi totalità dei contesti urbani italiani. Chi possiede un benzina Euro 4 o Euro 5 può quindi stare relativamente tranquillo per i prossimi anni, a patto di monitorare le eventuali evoluzioni normative.
Deroghe, eccezioni e il sistema Move-In: come muoversi con auto meno recenti
Non tutte le auto soggette a restrizioni sono condannate al garage. Esistono diverse deroghe che permettono di continuare a circolare, almeno in parte.
- Residenti: in molte città, i residenti delle ZTL hanno permessi specifici o periodi di grazia per adeguarsi. Le deroghe per residenti stanno però progressivamente scadendo, e ogni rinnovo porta con sé condizioni più restrittive.
- Veicoli commerciali e artigiani: alcune categorie professionali godono di esenzioni temporanee, spesso legate all’iscrizione a registri comunali o al possesso di specifiche autorizzazioni.
- Persone con disabilità: i veicoli con contrassegno per disabili sono generalmente esenti dai blocchi, anche se alcune città richiedono comunque la registrazione della targa nel database comunale.
- Veicoli storici: le auto con certificazione ASI o iscritte nei registri storici possono circolare in deroga, ma solo per manifestazioni autorizzate o percorsi specifici.
- Servizi essenziali: ambulanze, forze dell’ordine, mezzi di soccorso e alcuni servizi pubblici restano esenti da qualsiasi restrizione.
Il sistema Move-In: chilometri limitati ma garantiti
Il progetto Move-In (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti), attivo in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, offre un’alternativa concreta. Il meccanismo è lineare: installi una scatola nera (black box) sul veicolo, e il sistema ti assegna un budget annuo di chilometri percorribili nelle aree soggette a restrizioni. Per un diesel Euro 4, il budget è di circa 1.500 km/anno nelle aree urbane — sufficiente per chi usa l’auto solo occasionalmente in città.
Il vantaggio è che non serve un permesso fisso: il sistema traccia automaticamente gli ingressi e scala i chilometri dal budget disponibile. Quando finisci i chilometri, l’auto non può più entrare nelle aree vincolate fino al rinnovo annuale. Il costo dell’installazione e dell’abbonamento si aggira intorno ai 50-80 euro all’anno, una cifra contenuta rispetto al rischio di multe ripetute.
Per chi vive nel Vallo di Diano e si sposta verso Salerno o Napoli solo per necessità — un appuntamento medico, una pratica burocratica, una visita ai familiari — Move-In può essere una soluzione ponte in attesa di cambiare veicolo. La Campania non ha ancora aderito al sistema, ma chi viaggia verso il Nord può comunque attivarlo per le regioni in cui è disponibile.
Come scegliere un’auto a prova di blocchi: criteri pratici per non sbagliare
Se stai pensando di cambiare auto — o se la tua attuale rischia di restare ferma — la scelta del prossimo veicolo deve tenere conto delle restrizioni presenti e future. Ecco i criteri chiave da valutare.
Classe emissiva minima: Euro 6d è il nuovo standard di riferimento
Per avere la certezza di circolare senza restrizioni nei prossimi 5-8 anni, il minimo da considerare è un veicolo Euro 6d. Questa classe prevede test di emissioni su strada (RDE — Real Driving Emissions), il che significa che le emissioni dichiarate corrispondono effettivamente a quelle reali. I veicoli Euro 6d sono al sicuro da qualsiasi blocco attualmente previsto o annunciato in qualsiasi città italiana.
Ibrido ed elettrico: vantaggi concreti che vanno oltre l’ambiente
I veicoli ibridi (HEV e PHEV) e completamente elettrici (BEV) godono di vantaggi significativi che vanno oltre la questione ambientale. Ecco perché rappresentano la scelta più razionale per chi vuole libertà di circolazione totale:
- Accesso libero a tutte le ZTL e LEZ — nessuna restrizione presente o prevista in nessuna città italiana
- Esenzione dal bollo auto — totale per 5 anni per i BEV, parziale per gli ibridi in molte regioni, Campania inclusa
- Parcheggi gratuiti — sulle strisce blu in molte città, tra cui Napoli e Salerno
- Incentivi all’acquisto — gli ecoincentivi statali e regionali possono ridurre il prezzo di acquisto di migliaia di euro
- Costi di gestione ridotti — meno manutenzione (niente cambio olio per i BEV, pastiglie freni che durano il doppio grazie alla frenata rigenerativa), minor consumo per gli ibridi
Per chi percorre molti chilometri tra il Cilento, il Vallo di Diano e le città campane, un full hybrid o un plug-in hybrid rappresenta il compromesso migliore: autonomia garantita per i viaggi lunghi e zero emissioni nelle fasi urbane, dove i consumi scendono drasticamente grazie al motore elettrico.
L’impatto dei blocchi sul mercato dell’usato: cosa vale ancora e cosa no
Le restrizioni alla circolazione stanno ridisegnando il mercato dell’auto usata in modo profondo. I diesel Euro 4 e inferiori hanno subito un crollo di valore che in molti casi supera il 30-40% rispetto a soli tre anni fa. Il motivo è semplice: se un’auto non può circolare liberamente, il suo valore pratico — e quindi commerciale — precipita. Chi cerca un diesel Euro 3 o Euro 4 usato lo trova a prezzi stracciati, ma con il rischio concreto di non poterlo usare dove serve.
Al contrario, i veicoli usati con classe Euro 6d, soprattutto se ibridi, mantengono quotazioni elevate e stabili. La domanda supera l’offerta, perché molti automobilisti cercano esattamente questo tipo di veicolo: recente, a basse emissioni, utilizzabile ovunque senza pensieri. Anche i benzina Euro 6 conservano bene il valore, grazie alla loro versatilità e all’assenza di restrizioni previste.
Noi di Auto Yachting Mango osserviamo questa dinamica ogni giorno nella nostra sede di Padula. Chi si rivolge a noi per la permuta di un diesel Euro 4 o Euro 5 spesso resta sorpreso dal divario tra il valore atteso e quello reale di mercato. Per questo consigliamo di non aspettare troppo: prima si agisce, migliore sarà la valutazione del proprio usato e più ampia la scelta di veicoli alternativi disponibili.
Consigli pratici per chi guida nel Sud Italia: Salerno, Napoli e dintorni
Vivere in una zona meno urbanizzata come il Vallo di Diano, il Cilento o l’entroterra salernitano può dare la sensazione di essere al riparo dai blocchi del traffico. E in parte è vero: i comuni più piccoli non hanno ZTL né LEZ. Ma il problema si presenta ogni volta che si deve raggiungere una città — e da Padula le città di riferimento sono Salerno e Napoli, entrambe sempre più restrittive.
Ecco alcuni consigli concreti per chi si trova in questa situazione:
- Verifica subito la tua classe Euro: apri il libretto di circolazione e controlla il riquadro V.9. Se leggi “Euro 4” o inferiore su un diesel, è il momento di valutare alternative concrete.
- Pianifica gli spostamenti urbani: se devi andare a Napoli o Salerno, verifica le ordinanze in vigore il giorno del viaggio. Le restrizioni possono variare in base al meteo e alla qualità dell’aria, con blocchi di emergenza che scattano con poco preavviso.
- Valuta il sistema Move-In: se usi l’auto in città solo poche volte al mese e viaggi verso il Nord, la scatola nera Move-In potrebbe bastarti per un paio d’anni, dandoti il tempo di programmare il cambio auto.
- Non aspettare la scadenza: il valore di permuta del tuo diesel Euro 4 o Euro 5 cala ogni mese. Prima cambi, meglio è per il tuo portafoglio.
- Considera un ibrido: per chi fa il pendolare tra aree rurali e urbane, il full hybrid offre il miglior rapporto tra autonomia, consumi e libertà di circolazione. Zero ansia da ricarica e zero problemi con le ZTL.
GPL e metano nel 2026: sono ancora scelte valide?
Una domanda che riceviamo spesso riguarda i veicoli a GPL e metano. La risposta breve è: sì, a patto che la classe emissiva sia adeguata. Un veicolo a GPL Euro 6 circola liberamente ovunque, esattamente come un benzina Euro 6. Il vantaggio aggiuntivo del GPL è il costo del carburante, circa la metà rispetto alla benzina, il che lo rende particolarmente interessante per chi percorre molti chilometri.
Il metano (CNG) offre vantaggi simili in termini di emissioni e costi, ma la rete di distributori resta meno capillare, soprattutto nel Sud Italia. Per chi vive tra Padula e il Cilento, dove i distributori di metano sono rari, il GPL rimane la scelta più pratica tra le alimentazioni alternative tradizionali. L’importante è che il veicolo sia almeno Euro 5, meglio se Euro 6, per evitare qualsiasi rischio di restrizione.
Sanzioni e controlli: cosa rischi se entri senza autorizzazione
Entrare in una ZTL senza permesso o con un veicolo non autorizzato comporta una multa che va da 83 a 332 euro. In caso di recidiva, la sanzione può essere aumentata di un terzo. I controlli avvengono tramite varchi elettronici con telecamere a lettura automatica della targa: non serve un vigile in carne e ossa, il sistema fotografa la targa e la multa arriva direttamente a casa, spesso settimane dopo l’infrazione.
Alcune città, come Milano, applicano una sanzione per ogni singolo transito non autorizzato. Questo significa che se entri e esci dall’Area B nello stesso giorno attraversando due varchi diversi, potresti ricevere due verbali distinti. In una giornata di commissioni in centro, il conto può salire rapidamente. Le contestazioni sono possibili ma raramente accolte, perché le telecamere lasciano margine di errore praticamente nullo.
Per i blocchi del traffico legati alle emergenze smog, le sanzioni sono analoghe e si aggiunge il rischio di fermo amministrativo del veicolo fino a 30 giorni in caso di violazioni ripetute. Per verificare eventuali verbali pendenti, il portale dell’ACI offre strumenti di consultazione utili e aggiornati.
Il futuro della mobilità urbana: cosa aspettarsi dal 2027 in poi
Guardando avanti, il trend è inequivocabile: le restrizioni diventeranno più severe, non meno. L’Unione Europea ha fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del trasporto su strada del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Questo si tradurrà in ZTL più ampie, LEZ più restrittive e — dal 2035 — nel divieto di vendita di nuove auto con motore a combustione interna tradizionale.
Per il periodo 2026-2030, le previsioni indicano:
- Estensione dei divieti ai diesel Euro 5 nella maggior parte delle città italiane entro il 2028
- Introduzione di pedaggi urbani proporzionali alle emissioni, sul modello della congestion charge di Londra
- Obbligo di scatola nera per i veicoli più inquinanti anche al di fuori del progetto Move-In
- Incentivi crescenti per la rottamazione e la sostituzione con veicoli elettrici o ibridi plug-in
- Espansione delle infrastrutture di ricarica elettrica anche nei comuni sotto i 30.000 abitanti, con fondi PNRR
- Possibile introduzione di LEZ anche in città del Sud come Salerno e Bari
Chi acquista oggi un veicolo Euro 6d o superiore, ibrido o elettrico, si mette al riparo da qualsiasi restrizione prevedibile per almeno un decennio. Chi invece continua a rimandare la decisione, rischia di trovarsi con un veicolo sempre meno utilizzabile e sempre meno vendibile.
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Perché affidarsi a una concessionaria esperta fa la differenza
Scegliere l’auto giusta in un contesto normativo in continua evoluzione non è banale. Classe emissiva, alimentazione, incentivi disponibili, valore residuo, copertura della garanzia: sono tante le variabili da considerare, e un errore di valutazione può costare caro negli anni successivi. Dal 1968, Auto Yachting Mango accompagna gli automobilisti del Vallo di Diano e di tutta la Campania in queste scelte, con una consulenza che parte dalle esigenze reali di chi guida — non dalle mode del momento.
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Domande frequenti su ZTL e blocchi del traffico 2026
Quali auto diesel non possono più circolare nelle ZTL nel 2026?
Nel 2026, i diesel Euro 3 e inferiori sono esclusi dalla circolazione nelle ZTL e nelle aree a basse emissioni di tutte le principali città italiane. I diesel Euro 4 sono già soggetti a divieti permanenti a Milano, Roma, Torino e Firenze. I diesel Euro 5 iniziano a subire restrizioni a Milano (Area B) e Torino, con estensioni previste entro il 2028. Al Sud, Napoli applica blocchi stagionali sui diesel Euro 4 e potrebbe estenderli a tutto l’anno.
Come faccio a sapere la classe Euro della mia auto?
La classe Euro del tuo veicolo è indicata nel libretto di circolazione (carta di circolazione), nel riquadro V.9. Puoi anche verificarla gratuitamente sul Portale dell’Automobilista del Ministero dei Trasporti inserendo il numero di targa. Attenzione: la classe Euro non sempre corrisponde all’anno di immatricolazione, perché dipende dalla data di omologazione del modello specifico.
Cos’è il sistema Move-In e come funziona?
Move-In (MOnitoraggio VEicoli INquinanti) è un sistema che permette ai veicoli soggetti a restrizioni di circolare nelle aree vincolate entro un budget annuo di chilometri. Si installa una scatola nera sull’auto che monitora gli spostamenti in tempo reale. Il budget varia in base alla classe emissiva: per un diesel Euro 4 sono circa 1.500 km/anno. Attualmente è attivo in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. Il costo è di circa 50-80 euro all’anno.
Le auto ibride ed elettriche possono circolare sempre nelle ZTL?
Sì, i veicoli completamente elettrici (BEV) e ibridi plug-in (PHEV) possono accedere a tutte le ZTL e LEZ italiane senza alcuna restrizione. I veicoli full hybrid (HEV) con classe emissiva Euro 6 o superiore hanno accesso libero. Godono inoltre di esenzione dal bollo auto (5 anni per i BEV, riduzione per gli ibridi in molte regioni), parcheggio gratuito sulle strisce blu in diverse città e incentivi all’acquisto.
Quanto costa la multa per ingresso non autorizzato in ZTL?
La sanzione per ingresso non autorizzato in una ZTL va da 83 a 332 euro, riducibile del 30% con pagamento entro 5 giorni. Ogni singolo transito sotto un varco elettronico genera un verbale separato: entrare e uscire dall’Area B di Milano nello stesso giorno può comportare due multe distinte. Per le violazioni dei blocchi per emissioni, le sanzioni sono analoghe e in caso di recidiva si rischia il fermo amministrativo del veicolo fino a 30 giorni.
